Il Canto degli Italiani

Lo scorso 15 novembre, dopo circa 70 anni di precariato, è stato nominato come inno ufficiale italiano il “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli. L’inno, risalente al 1847, infatti era stato considerato provvisorio sin dall’instaurazione della Repubblica e solo con la legge approvata dal Senato ha potuto vedersi riconosciuta l’ufficialità. Per questo motivo abbiamo intenzione di illustrarvi i significati e tutti i riferimenti prettamente storici presenti nella prima e nella seconda strofa del Canto!

Prima Strofa

Ritornello

[…] L’Italia s’è desta

Figlio dell’entusiasmo generale per l’unificazione in corso dell’Italia, questo inno rappresenta gli ideali su cui si basò la rinascita del popolo italiano. Esso infatti si “desta”, si risveglia da secoli in cui le mire espansionistiche e oppressive estere ebbero la meglio sulla volontà delle genti italiane.

[…] Dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa

Il riferimento intrinseco in questi versi riconduce immediatamente al condottiero Scipione. Egli infatti fu l’artefice della vittoria romana durante la seconda guerra Punica contro le truppe cartaginesi (capeggiate dal celebre Annibale). Promuovendo un atteggiamento di tipo offensivo, e non di logoramento come Quinto Fabio Massimo, guidò le truppe romane alla celebre vittoria nella Battaglia di Zama del 202 a.C. Grazia al suo intervento la guerra si risolse sostanzialmente in un ridimensionamento della potenza cartaginese e nell’affermazione del dominio romano sul Mediterraneo orientale.

[…] Dov’è la Vittoria, le porga la chioma

Questi versi, come testimoniato anche dalle parole successive, si riferiscono alla pratica in voga sin dalla Repubblica Romana di rasare la testa agli schiavi. Invocando quindi la Vittoria a porgere la testa si fa riferimento a questa usanza volendo sottolineare come essa sia legata in modo indissolubile, anche per volere divino, al destino di Roma e, quindi, dell’Italia.

[…] Stringiamoci a coorte

Nel ritornello, infine, si può trovare un ulteriore riferimento storico, questa volta basato sulla rinomata eccellenza romana in campo bellico. La “Coorte” infatti era l’unità militare base nello schieramento romano, fondamentale nelle azioni offensive e difensive. Essa prevedeva la disposizione dei soldati in 3 file in modo tale da permettere alle 2 linee arretrate di entrare in campo se necessario. Composta da circa 600 uomini, la coorte garantiva compattezza e, al contempo, una micidiale capacità offensiva.

 

Seconda Strofa

[…] Perché non siam Popolo, perché siam divisi

Nella seconda strofa, a differenza della prima, vige prettamente un unico tema: la divisione italiana. Mameli infatti, in questi versi, identifica nella molteplicità di stati italiani la causa delle sventure dell’Italia, da secoli considerata alla strenua di una mera terra di conquista e interessi economici per le potenze straniere. L’intento quindi è quello di infondere fiducia, speranza (speme) nei cuori italiani, prossimi ad essere raccolti in un unico regno (un’unica bandiera).

 

Terza Strofa

[…] Giuriamo far Libero il suolo natio

Come già accennato per i versi appartenenti alle strofe recedenti, è chiaro come l’intento del brano sia l’incitamento della collettività per la ricerca della tanto agognata indipendenza dalle potente straniere e, quindi, il raggiungimento di un’unità perduta da oltre un millennio dopo la caduta di roma del 476 d.C.

[…] Uniti, per Dio, chi vincer ci può!?

In questi due versi traspare il caratteristico sentimento romantico risorgimentale. Si afferma il concetto dell’unità d’Italia per un volere superiore, segno della divina provvidenza. Per la comprensione infatti è doveroso far notare come “per Dio” sia un francesismo e che, quindi, vada considerato come il più corretto “da Dio”. Quest’idea abbraccia pienamente l’ideologia mazziniana in quanto afferma come il destino unito del popolo italiano, guadagnato mediante il sacrificio comune, sia frutto del desiderio divino.

Quarta Strofa

[…] Dovunque è Legnano

In questa strofa, ricolma di riferimenti storici, è facile notare l’avversità verso il principale occupante, ovvero gli Asburgo (questo dissidio verrà espresso chiaramente nella quinta strofa). Questo verso in particolare rimanda alla Battaglia di Legnano, avvenuta nel 1176 quando, nell’omonima città, la Lega Lombarda, ovvero l’alleanza fra alcuni comuni lombardi, riuscì a sconfiggere l’esercito di Federico Barbarossa impedendogli, in tal modo, di affermare le proprie egemonie sul Nord Italia.

[…] I bimbi d’Italia si chiaman Balilla

Da non attribuire immediatamente all’omonima istituzione presente durante il ventennio fascista, il Balilla fu un bambino che, nel 1746, scagliò una pietra ad un fficiale asburgico nel quartiere genovese di Portoria. Da quell’atto ne scaturirono violente rivolte che portarono, successivamente, alla liberazione della Liguria.

[…] I Vespri suonò

Mameli fa riferimento alle rivolte siciliane avvenute nel 1282. Il popolo infatti diede iniziò alla rivolta al suono delle campane (ogni squilla) che annunciavano la preghiera dei Vespri (la tramonto). La rivolta portò alla cacciata degli Angioini dalla Sicilia.

 

Quinta Strofa

[…] Le spade vendute

Come detto in precedenza, questa strofa è pienamente dedicata al profondo dissidio con la casata degli Asburgo. In questi primi versi infatti, essa viene accusata di servirsi di mercenari per i propri fini. Queste truppe, però, vengono paragonate ai giunchi (piante erbacee) per delinearne la debolezza e l’inaffidabilità. Combattendo per denaro, infatti, esse non sono spinte da veri desideri patriottici ma, piuttosto, da meri interessi economici. Questo carattere indica ulteriormente come la potenza austriaca sia già in una profonda decadenza politica e morale (Già l’aquila d’Austria le penne ha perdute).

[…] Bevé col cosacco ma il cor le bruciò

Negli ultimi 4 versi, l’inno fa riferimento alle forti repressioni, attuate soprattutto mediante le truppe mercenarie, perpetrate ai danni sia del popolo italiano che di quello polacco. La Polonia infatti, nel 1846, fu oggetto di pesanti rivolte, terminate tutte con spargimenti di sangue dovuti agli interventi dell’Impero Austriaco e di quello russo (Cosacco).

-Nicholas

La Storia a Portata di Chat

Precedente Breve storia del Vaccino Successivo L'Esercito di Terracotta